Arte Bizantina

Diffusione dell’arte bizantina

L’arte bizantina si sviluppò non soltanto nelle zone più vicino alle capitali, ma in tutto l’impero; gli esarcati in Italia meritano una particolare attenzione per lo stile e la cura, nonostante tali possedimenti si trovassero molto distanti da Costantinopoli, così come altre zone rimaste per poco tempo sotto il protettorato bizantino: le regioni d’Egitto e di Cartagine.

Lo stile dell’arte bizantina non rimase una prerogativa interna all’impero, infatti il suo alto livello influenzò i regni confinanti, come quello dei Magiari in Ungheria, quello dei Russi, che mutuarono anche la religione ortodossa, e dei Bulgari.

Benché l’impero bizantino fosse crollato nel 1453, la sua eredità rimase ancora impressa nelle zone sottoposte al suo regno, tanto che una delle caratteristiche della sua arte, l’icona, viene realizzata ancora oggi.

I BIZANTINI in Italia

Venezia:

Venezia 555 d.C.: conquistata dal generale Narsete

568 d.C.: arrivo dei Longobardi – i Bizantini si ritirano verso la costa

Separazione della Venezia marittima dalla Venezia mediterranea nell’interno

750 d.C.: attacco longobardo – l’esarca di Ravenna si rifugia nei domini della laguna veneta

751 d.C.: longobardi conquistano definitivamente Ravenna, ma Venezia marittima rimane dipendente dall’impero bizantino

IX secolo d.C.: proclamazione d’ indipendenza dai bizantini – Venezia diventa Repubblica Marinara

SUD ITALIA:

476 d.C.: il sud Italia e la Calabria cadono sotto il dominio bizantino

Dal IX sec. d.C.: scorrerie arabe

885 d.C.: i bizantini, scacciando Arabi e Longobardi ridanno unità amministrativa alla regione

X sec. d.C.: incursioni saracene – gli abitanti si spostano in un agglomerato urbano – nasce la città di Stilo

1000 d.C.: arrivo dei Normanni – i Bizantini perdono i loro possedimenti nel sud Italia

Basilica di San Marco, Venezia

La Basilica di San Marco a Venezia è il più noto esempio di architettura bizantina in Italia, anche se mantiene caratteri dell’arte veneziana intrecciata con quella bizantina, mostrando il grande ruolo di Venezia come tramite tra Oriente e Occidente.

La primitiva chiesa di San Marco venne sostituita da una nuova, nella posizione attuale e costruita nell’832; questa però andò in fiamme durante una rivolta nel 976 e fu nuovamente edificata nel 978. La basilica attuale risale ad un’altra ricostruzione che ricalcò abbastanza fedelmente le dimensioni e l’impianto dell’edificio precedente. La nuova consacrazione avvenne nel 1094.

Cattolica di Stilo

La Cattolica presenta una pianta a croce greca inscritta, modello molto diffuso nel periodo medio-bizantino. La costruzione utilizza anche la conformazione del territorio, adagiandosi sulla roccia nuda. L’aspetto generale dell’edificio è di forma cubica, realizzato con un particolare intreccio di grossi mattoni uniti tra loro dalla malta.

Cappella Bonajuto, Catania

La Cappella Bonajuto risale al VI secolo d.C.. Questo edificio, ora utilizzato come sala convieni, si trova inglobato al palazzo Settecentesco appartenente alla famiglia Bonajuto.

L’edificio più antico ha la pianta quadrata ed è coperto da una volta a vela a sesto pieno.

Chiesa degli Ottimati, Reggio Calabria

La chiesa degli Ottimati è un’antica chiesa bizantino-normanna realizzata intorno al X secolo d.C.. Il nome deriva dalla antica cripta degli Ottimati che fu realizzata come struttura d’appoggio per la chiesa d’epoca normanna del XII secolo dedicata a san Gregorio Magno. La chiesa originaria aveva una pianta quadrangolare e tre absidi orientate nascoste esternamente da un muro rettilineo.

I BIZANTINI IN GRECIA:

476 d.C.: Grecia epicentro dell’impero bizantino

1204 d.C.: i crociati conquistano la penisola – viene annessa all’impero Latino di Costantinopoli

1261 d.C.: riannessa all’impero bizantino

1384 d.C.: gli Ottomani conquistano la Grecia

Hosios Lukas, Daphni

Il monastero di Hosios Lukas (San Luca) venne fondato nel X secolo dall’eremita San Loukas le cui reliquie sono conservate all’interno del monastero cui egli diede il nome. Il monastero è costituito da un complesso di chiese; la più antica, dedicata a Maria Theotokos, presenta una pianta la forma di parallelogramma. I muri dell’edificio sono stati costruiti secondo la tecnica dell’opus-mixtum (parte mattoni, parte pietra, parte marmo) e mostra decorazioni pseudo-kufiche.

Hagia Sophia, Salonicco

La Basilica di Santa Sofia a Salonicco risale al VIII secolo, sotto la reggenza di Irene di Bisanzio madre di Costantino IV, probabilmente fu eretta per celebrare la vittoria del 783 sugli invasori slavi.

La basilica presenta una cupola centrale a tamburo finestrato.

I BIZANTINI NELLA REGIONE DEL SINAI:

395 d.C.: divisione dell’Impero Romano – Oriente, controllo delle regioni orientali – Egitto e Sinai

641 d.C.: avanzata araba sui possedimenti bizantini in Africa – perdita del Sinai

Santa Caterina, Monte Sinai

Il monastero dedicato a Santa Caterina fu fondato dall’imperatore Giustiniano tra il 527 e il 547 d.C.. Il monastero di Santa Caterina è  passato indenne fra la corruzione dei secoli poiché tutti, da Maometto, fondatore dell’Islam, ai Sultani turchi, ai Califfi musulmani e a Napoleone, lo presero sotto la loro protezione preservandolo da rapine e distruzioni. Nella sua lunga storia Santa Caterina infatti non è mai stata conquistata, né danneggiata.

IL PERCORSO SULL’ICONA

Il termine icona deriva dal greco “eikon”, che può essere tradotto con immagine, e nel campo dell’arte religiosa identifica una raffigurazione sacra dipinta su tavola.

L’icona bizantina era considerata luogo della presenza di Dio e veniva pensata in stretta connessione con l’osservatore che ne doveva restare coinvolto. Cristo e Maria, i patriarchi, gli apostoli e i santi, ritenuti personaggi “positivi” venivano quindi presentati con gli occhi rivolti verso i fedeli; i personaggi “negativi” (Satana e Giuda Iscariota) venivano raffigurati di profilo perché l’osservatore non cercava mai il contatto con questi personaggi.

Il termine iconoclastia (dal greco eikón, “immagine” e kláo, “spezzo”) indica un movimento di carattere religioso sviluppatosi intorno alla prima metà del secolo VIII. Alla base di questo movimento stava la convinzione che la venerazione delle icone sfociasse in idolatria. Questa convinzione provocò non solo un imponente confronto dottrinario ma anche la distruzione materiale di un gran numero di icone.

Gli iconoclasti si proponevano di purificare il cristianesimo liberandolo dalle innovazioni eretiche, e predicavano il ritorno al Vecchio Testamento che vietava la venerazione di immagini sacre. Dopo una lunga lotta di scontri dottrinali l’iconoclastia fu definitivamente abolita nel 843 d.C. dal papa Gregorio IV.

Scultura bizantina

La scultura, eseguita per lo più in basso e altorilievo, ha una funzione prevalentemente decorativa: abbellisce capitelli, pulpiti, sarcofagi, dittici, transenne, plutei. Rappresenta intrecci di motivi geometrici, elementi floreali stilizzati, figure umane e di animali con significato sovente simbolico. Suggestivi sono i sarcofagi per la semplicità e la chiarezza della composizione decorativa, le cui immagini risaltano sul fondo piatto.

I capitelli bizantini

I capitelli bizantini si rifanno molto a quelli greci, ma presentano decorazioni più impegnative. Tali decorazioni hanno soprattutto uno scopo simbolico che richiama la religione cristiana.

SARCOFAGI BIZANTINI

I sarcofagi, già utilizzati in epoca antica dagli egizi a scopo funerario, furono utilizzati anche in età bizantina. La maggior parte dei sarcofagi bizantini è realizzata in marmo o pietra. Particolarità dei sarcofagi sono le decorazioni dei fregi laterali realizzate in bassorilievo, che spesso hanno un significato simbolico.

SOPRAVVIVENZA DELL’ARTE BIZANTINA

Nonostante la caduta dell’impero, l’arte bizantina continuò a diffondersi, in particolare negli stati dell’est Europa come la Russia, la Serbia, la Bulgaria. Numerose sono le opere pittoriche, architettoniche e le icone che mantengono le stesse caratteristiche bizantine. I distruttori dell’impero bizantino, i turchi ottomani, pur disprezzando il resto dell’arte cristiana, accolsero senza esitazione alcuni tratti dell’arte. I motivi a mosaico con figure geometriche ricalcano aspetti bizantini, inoltre il fatto che, dopo aver conquistato e saccheggiato Costantinopoli incendiando molti edifici, abbiano risparmiato la Chiesa di Santa Sofia e anzi, l’abbiano riutilizzata come Moschea, indica che pur essendo stati conquistati i bizantini, continuarono a conquistare gli altri popoli dal punto di vista culturale, così come avevano fatto i greci nel passato.

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