Arte Paleocristiana

ARTE PALEOCRISTIANA – INTRODUZIONE STORICA

Prima della loro liberalizzazione e approvazione con l’Editto di Costantino (qui inizia la vera arte cristiana), le dottrine cristiane trovavano diffusione in maniera clandestina, lontano dai controlli dell’imperatori. Le comunità infatti venivano sottoposte a persecuzioni religiose. La parola evangelica coinvolge dapprima le classi meno abbienti come contadini, schiavi e soldati e poi si diffonde anche nelle zone sociali nobili. Essi infatti mettevano a disposizione dei credenti e dei praticanti le loro abitazioni per esercitare liberamente il loro culto religioso. Queste abitazioni (domus ecclesiae), che col tempo divennero dei centri di aggregazione religiosi simili alle nostre parrocchie, presero il nome di tituli. La fede nella resurrezione porta i cristiani ad abbandonare la tradizione della cremazione dei defunti e ad adottare quella dall’inumazione. A Roma si affiancavano due tipi di sepolture ad inumazione: una in superficie in agglomerati di sepolture simile ai nostri cimiteri, l’altra in catacombe (nascono nuove forme di iconografia). Quest’ultima però era possibile solo se la conformazione del territorio lo permetteva: per esempio il tufo era una roccia adatta ad essere scavata. I cristiani più facoltosi e più famosi presso le comunità, oltre ai nobili, venivano inumati singolarmente in aperture lungo le pareti delle catacombe: erano gli arcosoli, ovvero delle camere poligonali sormontate da un arco solitamente decorate a fresco. I sepolcri sovrapposti sono detti loculi. Il rapporto e l’influenza della civiltà greca è testimoniato da elementi mitologici greci o derivanti dalla simbologia-cultura greca. L’intenzione storico-narrativa presente nelle catacombe trova una stretta analogia con i fregi e le decorazioni degli archi di trionfo romani. Con l’arrivo di genti a Roma dall’est dell’impero romano, la pittura subisce inevitabilmente un’influenza orientale: si abbandonano alcune caratteristiche come la visone oggettiva della realtà per lasciare spazio ad una lettura simbolica dell’immagine. Infatti nelle pitture che precedevano l’ufficializzazione del cristianesimo, prevale la forma simbolica con continue e precise allusioni al destino dell’uomo dopo la morte. Il ricorso al simbolo era determinato appunto dal divieto di rappresentare la divinità.  Agnello = sacrificio di cristo    Buon pastore = Cristo. Dopo l’Editto di Costantino si diffonde la forma narrativa oggettiva.

Cristo barbuto: l’opera rappresenta il mezzo busto di cristo. L’immagine ha un che di impressionistico: stesura pittorica abbreviata, senza sfumature e passaggi di tonalità intermedie, sostituisce al disegno accurato la macchia di colore ed il tratto veloce. Tratto compendiario. Il fondo è neutro e non ci sono ombre né chiaro scuri.

Loculi: molti sovrapposti

Arcosolio: singoli decorati


– BASILICA

Con la liberalizzazione del culto cristiano si avvertì l’esigenza di costruire ambienti in grado di ospitare i fedeli, quindi vengono costruite molte chiese.. Il culto non si svolgeva più nelle domus ecclesiae in quanto il numero dei fedeli era aumentato in maniera spropositata e dovevano poter assistere in luoghi adatti. Nel periodo del Cristianesimo tutti possono accedere alla messa nelle basiliche, dove tutte le classi sociali erano alla pari. Anche la luce non arrivava solo sull’imperatore ma si diffondeva in maniera omogenea.

Nel IV secolo fu inoltre codificato il rito della santa messa con un codice uguale in tutto l’impero ed esso richiedeva un ambiente monumentale. È molto chiaro il riferimento a costruzioni già presenti prima del 313. La basilica era uno dei luoghi più antichi dell’architettura romana e poteva assolvere varie funzioni: amministrazione della giustizia, incontri di affari o cambi di valute.

Se dopo il transetto c’è solo l’abside si dice pianta a tau. Il corridoio ha lo scopo di invitare il fedele alla celebrazione.

– CAPPELLA PALATINA DI SAN LORENZO

E’ una piccola chiesetta nel cortile di un palazzo. Il Tiburio è la torretta che sovrasta la cupola. Matroneo + piano terra + cupola per luce + pareti curve + 4 exedre. Le prime basiliche erano rudimentali per dare un messaggio di povertà e essenzialità. Questa è una grande massa ben organizzata. C’è una struttura centrale con grandi ambienti che ricevevano la luce dall’alto. Viene utilizzata dall’imperatore. Sotto alle cupole c’è un posto privilegiato. L’altare non poteva stare al centro poiché la voce doveva espandersi tra i fedeli. Prima di entrare c’è il quadriportico e l’altare è in asse con l’entrata. L’imperatore è sotto al cupola mentre il popolo è nella platea. Per le donne c’era un secondo piano riservato chiamato matroneo. Le cappelle palatine hanno più bellezza ma non hanno più il significato di un tempo. Infatti san Pietro era così cioè un po’ fuori dagli schemi ma poi la chiesa riporterà lo schema longitudinale. La struttura centrale era già stata vista nel Pantheon.  La pianta principale è quella tonda e gli oggetti hanno prevalentemente equidistanza dalla circonferenza.

– BASILICA DI SAN LORENZO RICOSTRUITA

La basilica di san Lorenzo fu ricostruita sulla pianta del vecchio edificio. Presenta un quadriportico di accesso con colonne di riuso si pensa provenienti da templi antichi. Su ogni lato si apre un’esedra che dà accesso ad un mausoleo. Era una cappella palatina collegata al palazzo dell’imperatore.

– BASILICA DI MASSENZIO

Massenzio ne iniziò la costruzione che venne poi terminata da Costantino. Si trovava tra il tempio di Venere, Roma e la Via Sacra.  L’interno è tripartito ma le varie zone non sono divise da colonne. Le due navate minori sono costituite da tre nicchioni, coperte con volte a botte cassettonate. La grande navata centrale era ricoperta da tre volte a crociera. L’ingresso era su uno dei lati brevi, preceduto da un porticato Questo edificio rivela quali fossero le capacità architettoniche romane in un’epoca considerata di decadenza.

– BASILICA SAN GIOVANNI IN LATERANO

Fu costruita all’epoca di Costantino quando l’imperatore fece dono di uno dei suoi palazzi, Il Laterano, alla chiesa affinché vi abitasse il vescovo. La chiesa ibn questione ha una forma oblunga, ovvero rettangolare. La costruzione era orientata a est, poiché si credeva che lì fosse Cristo. Il vescovo, affiancato dagli altri sacerdoti, occupava la zona terminale della basilica, dove era collocato l’altare. Questa zona si trovava di fronte all’abside e veniva chiamata transetto. Coloro che assistevano alla celebrazione  sedevano nel corpo longitudinale dell’edificio che è diviso in cinque navate da file di colonne: quella centrale più le navatelle. Nelle celebrazioni veniva diviso il pubblico maschile da quello femminile. A questo proposito vennero si crearono i matronei, ovvero un secondo piano nella cappella che veniva occupato dalle donne. Il transetto era separato dalle navate dall’arco trionfale. La zona di accesso poteva presentare un porticato interno ed esterno, detto nartece. La copertura della navata centrale era realizzata a capriate che potevano essere a vista o coperte da  cassettoni. Le pareti della copertura della navata centrale ospitavano anche delle ampie finestre nella parte superiore, che assicuravano una luce abbondante che si rifletteva nei ricchi ornamenti dell’interno. Nelle celebrazioni notturne la luce era ottenuta con candele e luci ad olio che davano l’idea suggestiva soprannaturalità.

– DOMUS ECCLESIAE – piccoli luoghi di culto, concessi da nobili cristiani, prima della libertà concessa da Costantino.

– BASILICHE – chiese per tutto il popolo cristiano che iniziano a diffondesi con la libertà di culto.

– CAPPELLE PALATINE – chiese private dell’imperatore.

– PARTI DI UNA BASILICA

Presbiterio – (zona sacra con altare).

Transetto – corpo di fabbrica innestato a 90 gradi con le navate laterali.

Nartece – spazio dove ci si confessava prima di entrare in chiesa.

Quadriportico (copiato dalle domus romane) con fontana a cielo aperto.

La strada da percorre aveva un significato simbolico: prima di accedere si confessavano i peccati (pubblicamente) come pulizia spirituale dell’anima in un giardino con una fontana (richiamo al battesimo, infatti nel quadriportico con fontana si battezzava anche).

Dopo si entrava in chiesa e ci si trovava di fronte l’altare (con dietro l’abside e probabilmente dipinti o mosaici) – collegamento con Dio.

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