Architettura

Di seguito sono presenti alcune opere visionate in classe di architettura e urbanistica con relativa spiegazione.

– LO SCHEMA DELLA CITTA’

La città romana veniva realizzata su modello Ipodameo, ovvero una realizzazione delle strade che si incrociavano perpendicolarmente, creando così una serie di insule edificabili. Allo schema Ipodameo i Romani aggiunsero il cardo e il decumano (che portava sempre a Roma), le strade principali della città. All’inizio della storia romana furono lastricate solo queste due arterie principali, ma col passare del tempo la lastricazione si estese anche ad altre vie minori. (A Piacenza decumano: via Roma e Borghetto; cardo: via X giugno). La strada romana lastricata era realizzata con profondi substrati riempiti di ciottoli pressati, per assicurare un buono scolo delle acque, ed evitare la formazione di melma. Inoltre le distanze tra una città e l’altra erano contate in miglia, che erano numerate con le pietre miliari. Lungo le vie più trafficate il governo manteneva delle stazioni di sosta, chiamate mansiones, complete di servizio postale, possibilità di alloggio notturno, servizio veterinario per i cavalli.

– POMPEI

La città, conservata grazie alle ceneri dal 79a.C. al 1756 (data in cui fu scoperta), fu molto ricca sia da un punto di vista economico che culturale: sono stati ritrovati numerosi papiri nelle biblioteche e statue bronzee. Erano presenti isole pedonali per ovviare al problema del traffico di carri che affollavano la città. Vi erano terme calde, tiepide e fredde. Caratteristici di questa zona furono tre tipi di teatro: anfiteatro a ellisse con architettura e origini romane, teatro greco con sfondo fisso, adeion piccolo per comizi e spettacoli musicali.

– TEMPIO DI GIOVE

Pseudoperiptero, le colonne misurano 12 metri in altezza. E’ rimasta la testa della statua di Giove. Nei porticati laterali si tenevano lezioni scolastiche per i bambini.

FORO TRAIANO

Il foro nella città romana rappresentava la sintesi della vita culturale, economica e politica. Si può dire che i Romani si ispirarono, per la realizzazione dei fori, alle agorà greche. Il foro inoltre era aperto a tutti, schiavi e liberi. Il Foro Traiano, costruito con i proventi dalla campagna contro Daci, presentava: un arco di ingresso a tre fornici; una quadriga con il dux; una vasta piazza per il mercato al centro; portici sui due lati; esedre a destra e sinistra che ospitavano gli uffici del mercato; il complesso è chiuso sul fondo dalla Basilica Ulpia, dove si tenevano celebrazioni religiose e processi. La piazza era pavimentata con lastre rettangolari di marmo bianco. I portici laterali avevano un ordine corinzio sormontato da un attico con sculture di Daci, in marmo bianco alternati a scudi con ritratti imperiali. La Basilica Ulpia (di ispirazione ellenistica è passaggio obbligato poiché al centro) si affacciava sulla piazza con il lato lungo, rialzato per mezzo di gradini. La facciata era sormontata nuovamente da un attico con sculture di Daci in marmo bianco e pannelli decorati in rilievo con iscrizioni in onore delle legioni dell’esercito. All’interno la Basilica presentava un’ampia navata centrale, circondata sui quattro lati da due file di colonne. Alle spalle della Basilica si trova la Colonna di Traiano, che si innalza in uno stretto cortile cinto da portici. Dietro i portici si aprono due ampie aule che erano adibite a biblioteche: ospitavano preziosi manoscritti greci e latini. La decorazione del complesso forense era incentrata sulla celebrazione della vittoria ottenuta in Dacia: la celebrazione dell’esercito vittorioso è naturalmente soprattutto una celebrazione delle virtù del suo comandante, lo stesso imperatore. La sepoltura di Traiano nel basamento della sua Colonna rappresenta il culmine di questo discorso celebrativo.

– CASE ROMANE

Nell’antica Roma si affermarono principalmente: la domus, la villa, l’insula, la casa artigiana.

– LA DOMUS

La casa italica, capostipite di tutte le tipologie abitative romane, inizialmente aveva poche stanze, un cortile interno con compluvium e una sala per i banchetti in fondo. La domus italica si sviluppò poi secondo modello greco, diventando casa ellenistica: aggiunse un elegante peristilio posteriore con giardino e altre stanze. Col tempo l’abitazione si sviluppò in orizzontale e il numero delle stanze aumentò: si andò delineando la nuova tipologia della domus romana o semplicemente domus. La domus, era la tipica casa signorile di città. Essa era strutturata generalmente su un piano e si estendeva in largo occupando talvolta un’ intero quartiere. L’entrata si trovava generalmente su uno dei due lati più corti. Particolari furono le domus imperiali, riservate agli imperatori.

– LA VILLA

La villa era originariamente una casa di campagna romana costruita per le classi sociali più elevate e si differenziava dalla domus appunto per la sua collocazione extraurbana. Furono costruite molte ville soprattutto nel periodo imperiale.

Questa tipologia abitativa aveva vari scopi:

Villa con fondo agricolo o con rustici per l’allevamento.

Villa per otium: studio, conversazione e cultura.

Villa imperiale: costruita esclusivamente per imperatori e personaggi politici di rilevanza; decorazioni, corredo e finiture lussuose.

Negli ultimi decenni del II sec. a.C. prese il via la moda, da parte dell’aristocrazia romana, di costruirsi lussuose ville in Campania. Lungo tutta la costa i più importanti personaggi storici di Roma vennero a costruire le loro ville come per esempio Scipione l’Africano che possedeva una villa a Liternum, Cicerone, Bruto…

Una accanto all’altra, prima sulle colline, poi sempre più vicine al mare, e infine nel mare stesso, grazie alla scoperta di una malta idraulica che permetteva di costruire nell’acqua, sorsero ville lussuosissime, ove i ricchi romani potevano godere del meritato riposo dopo le fatiche della città.

– L’INSULA

L’insula era quella tipologia abitativa caratteristica del centro della città di Roma, dove gli spazi erano contenuti e la popolazione numerosa. Si presentava come un attuale condominio di 3-4 piani. Ogni appartamento aveva dalle quattro alle cinque stanze. Al piano terra spesso vi erano delle tabernae, ovvero delle botteghe.

– LA CASA ARTIGIANA

Altra tipologia di abitazione erano le case artigiane, abitate dai commercianti. Gli spazi erano disposti in maniera che i commercianti potessero esporre le proprie merci.

– CASA DEI VETII

Ai lati dell’atrio si vedono due casseforti, esse sono rivestite di ferro con ornamenti in bronzo. La decorazione delle pareti è di rara finezza. Vi era una cucina dove il focolare era formato da un bancone in muratura su cui veniva fatta ardere la brace. Il peristilio a diciotto colonne contornava il giardino e le fontane-statue in marmo ed in bronzo con vasche in cui l’acqua veniva versata da dodici statuette; le aiuole attuali rispettano la disposizione originaria. Nel grande triclinio, la sala dei banchetti e delle feste, posto nel lato nord del peristilio vi è il più noto complesso pittorico della casa. Qui mancano i quadri al centro delle pareti: non ancora eseguiti nel 79 d.C. oppure incassati in un telaio di legno e quindi successivamente sbriciolatisi.

CASA DEL FAUNO

La Casa del Fauno è una delle più lussuose abitazioni private venute alla luce negli scavi archeologici di Pompei. Con la sua estensione su una superficie di 3.000 mq occupa un intero isolato ed è situata nel quartiere della città in cui vi è la maggior concentrazione di case “ad atrio” con peristilio. Non si conosce il nome del proprietario che tuttavia doveva essere un personaggio molto in vista nella comunità di Pompei nonché molto facoltoso come si evince dal gran numero di oggetti d’oro e d’argento rinvenuti durante gli scavi. Probabilmente si trattava di un magistrato.

Il nome della casa, pertanto non deriva da quello del proprietario bensì dalla statuetta di bronzo raffigurante un Fauno danzante al centro dell’impluvium principale, attualmente conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove sono conservati ed esposti anche i numerosi mosaici che impreziosivano i pavimenti dei vari ambienti (battaglia di Isso).

La casa fu costruita in età sannitica II sec. a.C.

– VILLA DEI MISTERI

Certamente l’edificio più celebre e ricordato da tutti, posto un po’ fuori dall’area archeologica di Pompei, è la Villa dei Misteri. Collocata su un terrapieno contenuto da solide mura e da un criptoportico, fu eretta alla metà del III secolo a.C. e subì in seguito rifacimenti, aggiunte e sopraelevazioni che la trasformarono da villa suburbana in villa patrizia; dopo un terremoto fu ridotta a villa rustica. A pianta pressoché quadrata, ampia e articolata, la villa comprende un quartiere d’alloggio che si svolge intorno all’atrio tuscanico.

– VILLA DI ADRIANO

La villa di Adriano si trova a Tivoli ed è una vera e propria cittadella. La residenza non fu costruita ex novo dall’imperatore, ma fu realizzato restaurando e integrando vecchie strutture si pensa a partire dal 117 a.C. Sono tanti gli elementi e gli edifici che la rendono simile ad una piccola città. L’amore per le arti di Adriano lo portò anche a rivestire muri con pitture parietali o mosaici e inserire nel complesso copie di statue greche, statue originali, e propri ritratti. Tre sono i luoghi più famosi: il teatro Marittimo, la Piazza d’Oro e il Canopo. Il Teatro Marittimo era circondato dall’acqua incanalata con un complesso sistema di canali. Nel teatro erano presenti lunghi colonnati di marmo. Si raggiungeva la zona teatrale mediante un sistema di ponti girevoli. Nella piazza d’Oro, da una sala si accedeva ad un peristillio circondato da un portico coperto e varie colonne. Dalla sala si poteva osservare a destra e a sinistra attraverso le colonne grazie alla loro collocazione strategica.Il complesso del Canopo è posto nella zona meridionale della villa. E’ costituito da uno specchio d’acqua che termina in una grande esedra semicircolare. Si pensa che possa essere stato realizzato dopo il viaggio in Egitto (132 a.C.), dove l’imperatore vide un canale simile, collegante Alessandria a Canopo. All’eredità ellenistica si sovrappongono elementi nuovi: cupole e volte dalla forma diversa, dalla volta a botte a quella a crociera a quella a baldacchino. Dal Medioevo la villa fu abbandonata e soggetta a varie spoliazioni. Fu riscoperta nel Rinascimento e studiata per molto tempo; gli scavi sistematici iniziarono però nel 1873. Adriano la costruì sia per la villeggiatura in campagna sia per difesa, in quanto le lotte a Roma in quel periodo imperversavano. Affermò di aver scelto la villa per allontanarsi dai miasmi cittadini.

– ARCO DI AUGUSTO

L’Arco di Augusto a Rimini è un arco trionfale consacrato all’imperatore Augusto dal Senato romano. Segnava la fine della via Flaminia. Lo stile che lo compone è sobrio ma allo stesso tempo solenne. Al fornice centrale, si affiancano le due pseudo colonne in stile corinzio con scanalature, caratteristica dell’architettura romana. I quattro clipei posti a ridosso dei capitelli, rappresentano altrettante divinità romane. Il complesso è costellato di presenze divine, ognuna rivolta verso una città. La sua funzione principale, oltre a quella di fungere da porta urbica, era quella di sostenere la grandiosa statua bronzea dell’ imperatore Augusto, ritratto nell’atto di condurre una quadriga. La peculiarità di questo arco è che il fornice era troppo grande per ospitare una porta, almeno per quei tempi. La spiegazione è dovuta al fatto che la politica dell’Imperatore Augusto, era una politica volta alla pace, la cosiddetta Pax Augustea, era perciò inutile una porta civica che si potesse chiudere se non si correva il pericolo di essere attaccati.

– ARCO DI TRAIANO

L’arco di Traiano di Benevento è un arco trionfale costruito tra il 114 e il 117 d.C. dall’architetto Apollodoro di Damasco e dedicato all’imperatore Traiano in occasione dell’apertura della via Traiana, una variante della via Appia che accorciava il cammino tra Benevento e Brindisi.

Si tratta di un arco a un solo fornice. Su ogni facciata quattro semicolonne, disposte agli angoli dei piloni, sorreggono una trabeazione, che sporge al di sopra del fornice. Al di sopra di questa si trova un attico, anch’esso più sporgente nella parte centrale, sopra il fornice.

È costruito in blocchi di pietra calcarea rivestita di marmo.

ARCO + TRABEAZIONE = SINTESI GRECA, ROMANA E ITALICA A SCOPO CELEBRATIVO

– COLOSSEO

Arco, semicolonne, fregio, architrave tripartito. Sintesi, richiamo, celebrazione gigantesca del potere. Non ci dilunghiamo molto perchè è il simbolo più famoso e si possono trovare maggiori informazioni altrove.

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