Pantheon

Il Pantheon venne costruito da Agrippa nel 27 o nel 25 a.C. Venne distrutto da un incendio nell’80 e ricostruito da Domiziano; bruciò ancora e fu rifatto da Adriano. L’edificio interessò un periodo storico che andava dal 27-25 a.C. all’età di Adriano. Il monumento era al centro dell’antico Campo Marzio.
L’arte romana, in particolare anche l’architettura del Pantheon, può essere considerata come la sintesi del mondo antico: per l’intero periodo repubblicano le forme architettoniche in uso dipendevano fortemente dalle precedenti tradizioni italiche, a loro volta fortemente influenzate dall’arte greca, ma già portatrici di importanti innovazioni (per esempio l’uso dell’arco e della copertura a volta). Un esempio di questa sintesi architettonica può essere considerato il Pantheon, detto appunto opera di sintesi, un tempio romano a tholos con elementi di architettura greca (podio, pronao), italica (cupola, volta, archi) e orientale (dimensioni imponenti, utilizzo del marmo, pavimento decorato con disegni geometrici come in Egitto).
Il Pantheon era dedicato a tutti gli dei dell’impero (in particolare Venere e Marte). La parola “pantheion” infatti in greco significa “tutti gli dei”: questo fatto richiama la religione romana, non monoteista, bensì disposta ad inglobare nel proprio culto, le divinità e le abitudini dei popoli conquistati. La tolleranza religiosa era simbolo della cultura romana. Adriano, che restaurò il tempio, aveva interpretato la struttura come il voler porre la religione e il culto degli astri al centro di tutto: nelle giornate di sole si dice che la cupola rivestita d’oro brillasse e che dall’alto dei sette colli apparisse come una stella luminosa nel centro della città.

ARCHITETTURA PLASTICA (rientranze e sporgenze, chiaro scuri, grandi masse)
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DIMENSIONE IMPONENTE di INFLUENZA ORIENTALE
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ESPRESSIONE DI MAESTOSITA’ E POTENZA DELL’IMPERO ROMANO

Il Pantheon quindi, come opera di sintesi del mondo antico, si può dire che in epoca romana brillasse al sole come brillava nel mondo antico la potenza, la ricchezza e la grandezza dell’impero romano. Il suo significato, oltre a quello religioso, era quello di esaltare questi principi.

La struttura è costituita da pronao, camera di unione, cella.

Il pronao è completo d’otto colonne in facciata, di granito grigio, e quattro di granito rosso sui lati. Il pronao all’interno è diviso in tre navate dalle colonne; quella più larga centrale conduce all’ingresso della cella. Il pavimento è in lastre di marmi colorati (utilizzo del marmo) che si dispongono secondo un disegno geometrico di cerchi e quadrati (Egitto). Il tetto a doppio spiovente del pronao è sorretto da una struttura lignea.

Tra il pronao e la cella c’è una zona riempitiva. La parete della zona riempitiva tra pronao e cella è rivestita con lesene.

La cella è costituita da un cilindro coperto da una semisfera. L’interno della cella è decorato da vari motivi: alla base si trovano edicole e nicchie in corrispondenza dei pilastri, ospitanti statue in marmo bianco e dietro lesene in porfido. Lungo il perimetro della cella si trovano inoltre dodici colonne in diaspro rosa. Il pavimento è rialzato al centro di circa 30 cm, per permettere alla pioggia che entrava dal lacunario di defluire verso gli scoli lungo il perimetro.
La cupola semisferica venne costruita con un’enorme impalcatura che già portava la forma dei lacunari in negativo. La realizzazzione di questa cupola fu possibile grazie all’utilizzo, oltre che dei cassettoni, anche dell’uso di diversi tipi di materiali, abbiamo infatti a seconda dell’altezza l’utilizzo di materiali via via sempre più leggeri.. Un’antica leggenda sostiene che dall’apertura sul tetto non entri acqua, a causa di una serie di correnti d’aria calda. L’illuminazione dell’ambiente era affidata esclusivamente all’apertura della cupola: la luce giungendo dall’alto creava dei marcati chiaro scuri in presenza dei lacunari. La cupola del tempio era rivestita un tempo con lastre dorate, Questa decorazione esterna della cupola può essere interpretata come un voler manifestare la potenza e la ricchezza dell’Impero: essa doveva apparire anche dai sette colli circostanti. Internamente la cupola può essere interpretata come la volta celeste, l’apertura corrisponde al Sole e i vari lacunari sarebbero i pianeti; infatti l’opera aveva un profondo significato religioso.

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2 responses

17 10 2008
chiara

se io dico voglio la sintesi della volta celeste (pantheon) nn mi puoi scrivere la storia del pentheon ma le particolarità della volta celeste. capio

17 10 2008
oscurosire

A parte che questo articolo non è stato scritto apposta per rispondere a questa tua domanda, non te la prendere con noi perchè abbiamo riportato quello che ci hanno detto i professori, noi non studiamo astronomia ma storia dell’arte dunque scriviamo di storia dell’arte e fai attenzione che la volta celeste è infinita e indefinibile, un apeiron che ti potrebbe creare problemi se ci pensi, perchè l’infinito è impensabile. Ci scusiamo se non abbiamo esaudito il tuo desiderio e cercheremo di far fronte a questo tuo problema-lamentela.

La redazione di oscurosire.

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