Biblioteca Correr

STORIA DELLA BIBLIOTECA

La biblioteca Correr nacque in concomitanza col museo Correr nel 1830, grazie al patrizio veneziano Teodoro Correr (i veneziani usavano la parola patriziato in sostituzione al termine nobiltà). Egli era un nobile erudito in un collegio militare di duelli; durante la sua vita raccolse reperti e informazioni sull’origine della sua famiglia (di radicI molto antiche: il nome Correr deriva da corriere, mestiere praticato dagli avi che ha dato il nome alla famiglia) e collezionò oggetti d’arte; la sua collezione accrebbe (era formata soprattutto da monete, quadri antichi e da moltissimi testi e manoscritti). Prima di morire fu convinto da Emanuele Cicogna a lasciare i libri in eredità alle biblioteche; così il patrimonio della biblioteca Correr si accrebbe e venne evitata la dispersione di libri e testi importanti. La Biblioteca Correr è ricca di libri a stampa e di manoscritti (circa 13.000), molti erano di privati e gran parte sono di Venezia e trattano la storia della città; il materiale della biblioteca aumentò col passare degli anni grazie a donazioni di famiglie nobili.

TIPOLOGIE DEI TESTI VISIONATI

Sono state presentate varie tipologie testuali dei libri contenuti nella biblioteca. Una di queste è tipica veneziana: la mariegola (storpiatura della parola latina matricula); i testi trattavano l’elenco dei soci affiliati ad una congregazione religiosa o di mestieri; all’epoca della Repubblica di Venezia esistevano varie confraternite che avevano regole e norme da seguire durante la vita quotidiana e un proprio statuto. Riportava nei manoscritti le origini e la soppressione delle varie associazioni (gran parte cessarono di esistere verso la fine del 1800); essendo ricche potevano permettersi libri e copisti; nelle pagine iniziali vi erano miniature del santo patrono della scuola o immagini di Cristo a seconda delle inclinazioni verso il cristianesimo. Il manoscritto visionato che seguiva questi tratti presenta due miniature di influenza bizantina per l’uso dell’oro nello sfondo (anche i vestiti del guerriero disegnato hanno tratti tipici bizantini).

Un’altra tipologia di testo è un manoscritto commissionato da un doge ad alcuni componenti dell’affiliazione; costoro se lo facevano ricopiare per tenerlo con sé; il volume visionato presenta una rilegatura della copertina in lamina di bronzo, con chiusure ai lati per tenere compatto il libro una volta richiuso. Molti di questi libri non hanno la copertina o vennero distrutti, poiché il bronzo venne staccato e rifuso per altri usi.

Un libro esaminato presenta una rilegatura in cuoio con dettagli in ferro, tecnica presa dagli arabi. Altra tipologia molto elegante e ricercata è quella della rilegatura del libro con una copertina in velluto; il libro visto con questa caratteristica apparteneva ad una famiglia che vi impresse il suo simbolo ed ha un segnalibro in seta.

Tipologia costosa è quella con filetti d’oro e carta in pergamena; il libro con queste particolarità viene dai Paesi bassi, poiché ai tempi lo stile fiammingo era molto rinomato; le rotte commerciali passavano per Venezia, aumentando in questo modo gli afflussi di testi e libri. Molto comuni erano il libri d’ore, codici che registravano le varie preghiere; erano volti soprattutto ad un pubblico femminile e sovente erano impreziositi con miniature riccamente decorate, presenti con regolarità quasi in ogni pagina; i colori usati erano tinte sgargianti.

Particolare è la Bibbia di Gutemberg; il testo presente alla Biblioteca ha solamente un foglio in pergamena, stampata con caratteri mobili. Si ritiene che la Bibbia fosse stato il primo testo ad essere stampato ma alcuni non sono d’accordo, ritenendo al suo posto alcuni libri di grammatica ed eserciziari. Il titolo è in blu e rosso, colori costosi, e scritto in penna; durante i primi anni della stampa non era raro infatti che il testo venisse stampato mentre il titolo veniva aggiunto in un secondo momento a mano e poi miniato.

A Norimberga, dove era nata la stampa, era consuetudine stampare anche le immagini (xilografia). La Cronaca di Norimberga, una sorta di enciclopedia, una raccolta del sapere in un unico libro, che rendeva ambizioso l’editore e orgoglioso lo scrittore, presenta ritratti innumerevoli, ai lati della pagina, di personaggi e condottieri dell’antichità, per funzione mnemonica al fine di ricordarsi l’aspetto di coloro di cui si leggono le gesta. Presenta protezioni agli angoli nella forma dei cantonali, che davano anche un maggiore senso estetico. L’inizio ha una sorta di fumetto dove sono presentati in sequenza i giorni della creazione del mondo. Importante è anche l’Apocalisse di S. Giovanni presenta i testi alternati a disegni acquerellati che ripropongono i temi narrati, al fine di colpire il lettore.

Il rotolo, altra tipologia ricorrente a Venezia, venne soppiantato dal codice ma rimase utilizzato per documenti d’archivio. Quello esaminato in Biblioteca registra documenti notarili, con alla fine il timbro del notaio; la scrittura è poco leggibile, poiché il rotolo era usato dalla persona che lo aveva scritto e quindi non aveva il bisogno di rendere leggibile la scrittura a tutti. Un altro rotolo apparteneva forse ad un mercante, che lo usava come un taccuino per il facile trasporto; è in pelle di animale della seconda metà del cinquecento, da un lato presenta il calendario perpetuo, dall’altro l’itinerario di viaggio e le rotte mercantili; si evince dal disegno che Venezia si trovava al centro di molte vie commerciali (da Oriente, dal Baltico, …).

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