Il Mito e la Via Lattea

IL MITO

Il mito è una storia che narra avvenimenti accaduti alle origini della creazione. Racconta di come sia stato creato il mondo e l’uomo; delle imprese di eroi e divinità che hanno aiutato o cercato di cancellare il genere umano. Esso si può riscontrare in ogni popolazione perché ogni cultura ha una concezione diversa sulla creazione dell’uomo e dell’universo; spesso le varie civiltà sono state influenzate da miti di altri popoli ed è curioso di come i fatti siano similari. Gli antichi greci pensavano che l’universo fosse stato generato da una massa indistinta, il caos, cambiata da Dei preesistenti. Essi crearono la terra e combatterono per averne il dominio; vennero creati gli elementi e per finire l’uomo. Per altre popolazioni l’universo esisteva già, privo di vita fino a che delle divinità non avessero creato l’uomo. Queste credenze vennero trasmesse dapprima oralmente ma in seguito si decise di scriverle. Così varie nozioni e credenze si diffusero ogni volta che le popolazioni si spostavano, scambiando le proprie storie con quelle di altre civiltà; il risultato che ne seguì fu che molti miti si assomiglino da popolazione a popolazione. Quasi tutte le culture credono che il luogo dove il dio (o gli dei) risiedano sia situato nel cielo; per questo le civiltà antiche si interessarono di astrologia. Scoprirono che le stelle erano posizionate in vari modi e che, tracciando delle linee immaginarie che le unissero, si creassero dei disegni raffiguranti animali; le stelle più luminose vennero tenute come riferimento, e si cercò sempre di più di poter osservarle meglio; il sole venne ritenuto come incarnazione del potere degli dei che offriva aiuto agli uomini. Alcune civiltà crearono edifici seguendo linee che si ricollegassero alla posizione di alcuni gruppi di stelle, come se si volesse portarle sulla terra. L’esempio più evidente è quello delle piramidi di Cheope, Chefren e Micerino. Esse seguivano la linea delle tre stelle che formano l’immaginaria cintura di Orione dell’omonima costellazione. Le due piramidi più grosse seguono la posizione lineare di due stelle mentre la più piccola rientra dal percorso di tale linea, come si può riscontrare nella costellazione. Ciò fa pensare che le antiche civiltà volessero ricollegarsi in qualche modo alle divinità creando strutture che si potessero vedere dall’alto o cercando di seguire quelle che possono essere definite degli “aiuti” da parte degli dei. Alcune popolazioni credevano anche in manifestazioni delle divinità: ritenevano alcuni animali sacri e per questo li rispettavano e li riverivano come idoli; oppure credevano nell’esistenza di esseri antropomorfi e non, che avessero influenze nell’vita umana. Alcuni di questi esseri danno il nome ad alcune costellazioni per il disegno somigliante che si ottiene se si uniscono le stelle.

AREA MESOPOTAMICA

Giovanni Pettinato ha scritto “La saga di Gilgamesh” in cui ha tradotto dalla lingua cuneiforme tutte le varianti dei miti relativi a Gilgamesh. Come dimostra il mito di Gilgamesh, l’immortalità è prerogativa del divino e l’uomo è triste perché è mortale. La figura di Gilgamesh potrebbe già essere legata ad alcune costellazioni. Il mito di Oannes riguarda un eroe culturale. Narra di un essere ibrido sireniforme, mezzo pesce e mezzo umano, chiamato appunto Oannes, che esce dal Mar Rosso. Di giorno, al posto di mangiare, l’essere conversava con gli uomini comunicando loro tutte le scienze, le arti e le tecniche. Ma al tramonto del sole Oannes tornava a immergersi nel mare.

EVOLUZIONE DELLE STELLE

Il diagramma di evoluzione delle stelle si chiama “diagramma HR”. La materia è costituita in prevalenza da vuoto, ovvero da spazio tra gli atomi. Sirio B, essendo una stella molto piccola e massiva, è una nana bianca. Convegno: “Sirio centro permanente dell’universo arcaico”.

AREA AFRICANA

L’autore del libro “Dio d’acqua” è un antropologo che si recò nel Mali presso un popolo, il popolo dei Dogon, che viveva in grotte. Lì venne in contatto con l’“Omero africano”, cacciatore cieco vestito di uno straccio strappato. Per la prima volta la cultura occidentale venne a contatto con una cultura completamente diversa. Il centro della dottrina dei Dogon è costituito dalla stella Sirio. Questa stella, che fa parte del cane maggiore, è estremamente luminosa (dipende sia dalla sua temperatura sia dalla sua distanza) e quindi non permette la visione delle stelle più piccole vicine a Sirio. La “prima luce” è il primo corpo celeste puntato da un telescopio. Guardando Sirio con il telescopio si è scoperto che vicino ad esso si trova una stella molto piccola, ma estremamente massiva, chiamata “Sirio B”, o “Digitalia”. Questa stella modifica l’orbita di Sirio. Secondo il popolo dei Dogon vicino a queste due stelle ne è presente una terza: “Sirio C”. Inoltre secondo la loro cultura essi “derivano” da Sirio.

AREA EGIZIA

Nel libro “Il mistero di Orione” è usato un linguaggio simbolico. Il mito è collegato con il cielo. Le tre piramidi di Gizah sono nella stessa identica posizione delle stelle della cintura di Orione. Per questo è nata l’idea che esista una corrispondenza tra microcosmo (Terra) e macrocosmo (Cielo). Secondo questa concezione le piramidi di Gizah sarebbero le stelle della cintura di Orione e il Nilo la Via Lattea. Le “stelle imperiture” sono quelle stelle che non tramontano mai, ovvero le stelle circumpolari. Sono stati scoperti dei cunicoli costruiti dagli Antichi Egizi nella piramide di Cheope: quello che parte dalla camera funeraria della regina punta verso le stelle imperiture. Quello che parte dalla camera funeraria del faraone punta verso la costellazione di Orione. Con calcoli matematici si è riusciti a stabilire come dovevano essere le stelle al tempo in cui ufficialmente sono state costruite le piramidi di Gizah. Ma si è notato che la posizione della cintura di Orione non corrisponderebbe a quella indicata dal cunicolo della piramide di Cheope. Questo ha fatto nascere il dubbio che tutte le datazioni riguardanti l’Antico Egitto siano in realtà sbagliate.

AREA GRECA

Il mito di Licaone; Licaone è figlio di Pelasgo e sovrano dell’Arcadia, ritenuto in quasi tutte le versioni del mito come un uomo empio. Desiderando Zeus accertarsi dell’empietà di Licaone andò, travestito da contadino, a chiedere ospitalità al sovrano. Questo per sapere se l’ospite fosse veramente una divinità decise di servire al banchetto in onore dell’ospite le carni di un bambino. Il dio inorridito fulminò l’empio e tutti i suoi 49 figli, eccettuato Nittimo, salvato dalla dea Gea, che poté succedere al padre. Secondo una versione del mito il padre degli dei, sceso sulla terra per mettere alla prova la nuova umanità nata dal sangue dei Giganti, decise di recarsi nell’Arcadia presso la dimora del re Licaone. Il sovrano scettico sulla vera natura del dio decise di ucciderlo per verificarne l’effettiva divinità; prima però preparò per l’ospite un banchetto di carne umana. Zeus, inorridito, bruciò la casa del re trasformandolo in un lupo.

LA VIA LATTEA

La Via Lattea è una galassia, un immenso insieme di stelle, che si presenta come una grossa scia luminosa. Le antiche popolazioni la osservarono, chiedendosi il perché della sua luminosità. Per i greci era il latte perduto dal seno di Giunone mentre allattava Ercole ( da qui il nome di Via Lattea); per i precolombiani era un ponte che permetteva ai morti di giungere nell’aldilà; i sudafricani la ritenevano una via di fumo; per gli indiani era un fiume mentre secondo gli indiani d’america era un filo che congiungeva le mani della divinità principale. Nonostante le varie discrepanze ogni popolazione riveriva la Via Lattea. Fu nel 1610 che venne osservata col telescopio per la prima volta ad opera di Galileo Galilei, scoprendo che la striscia luminosa è un insieme di migliaia di stelle, troppo lontane per apparire singolarmente ad occhi nudi. Venne così data la definizione di Galassia; infatti una galassia è un agglomerato di centinaia di miliardi di stelle, gas e polveri, legati tra loro da forze di natura gravitazionale e orbitanti intorno a un centro comune. Possono essere: ellittiche (hanno generalmente forma globulare, con un nucleo brillante; esse contengono una popolazione di stelle vecchie, presentano un piccolo quantitativo di gas e polveri visibili e un numero relativamente basso di stelle giovani); a spirale (formate da un disco appiattito che contiene poche stelle vecchie, una vasta popolazione di stelle giovani, abbondanti quantità di gas e polveri, e grandi nubi di molecole). La Via Lattea si trova nel sistema solare, formato da pianeti, satelliti, comete, per il 90% da stelle e da quella più grande, il Sole. Le stelle sono dei corpi celesti costituiti da gas ad altissima temperatura (si considera stella un corpo che supera la temperatura di 8000°). Essa ha una vita di svariati miliardi di anni, bruciando l’idrogeno da cui e composta; quando l’idrogeno comincia a scarseggiare il calore sviluppato nella contrazione si trasmette all’involucro più esterno della stella, aumentandone il volume e colorandola di rosso; in questa fase prende il nome di gigante rossa. Una volta esaurito tutto l’idrogeno a disposizione la stella si riduce ad un corpo piccolo, freddo e denso. Le caratteristiche specifiche di questo oggetto dipendono sostanzialmente dalla massa iniziale della stella. Un astro delle dimensioni del Sole è destinato a diventare una nana bianca, un corpo molto denso. Con il tempo la nana bianca si raffredda completamente e muore, dando origine ad altre stelle. Per una stella con massa iniziale più grande del Sole, il destino è diverso: prima di contrarsi e di diventare nana bianca, ancora durante lo stadio di gigante rossa, espelle nello spazio grandi quantità di materia, che vanno a costituire una nube ad anello intorno al nucleo stellare. Se la massa era molto maggiore di quella solare giungono rapidamente allo stadio di supernova in pochi milioni di anni. La morte di tali stelle dà, a seconda dei casi, altre stelle o un buco nero, un’enorme massa di materia che risucchia lentamente al suo interno i corpi vicini. Nello spazio vagano anche altri corpi, quali comete e meteoriti, formati da agglomerati di ghiaccio con dimensioni che variano da quelle di un iceberg a molte volte più grandi di un pianeta. Questi corpi vengono però sciolti dal calore del Sole una volta entrati nel Sistema Solare oppure impattano sulla superficie vasta di Giove.

METODO DI SMONTAGGIO

Questa mostra è stata realizzata prendendo quanto più materiale possibile; siccome il tema principale è la Via Lattea essa inizia col descrivere cos’è, per le varie popolazioni, includendo le varie leggende sulla sua nascita e sul significato. Prosegue con una sua immagine ingrandita fino ad arrivare alla descrizione tecnica della galassia con immagini e didascalie; si passa quindi alla descrizione di ciò che compone una galassia: le stelle, descrivendo la loro “vita”. In seguito si tratta la descrizione degli altri corpi celesti: comete e meteoriti, e quali danni possono apportare alla Terra. Durante tutta la mostra la guida ha commentato e spiegato chiaramente ogni singola immagine, applicata su pannelli verticali. Tutto si conclude con una visita al planetario, dove si è osservato su un “Universo proiettato” tutto quanto detto prima.

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